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Le origini del gin

Le origini del gin

Le origini del gin

Se si tratta di conoscere la nascita del Gin, dobbiamo attraverso “citazioni” di vecchi libri, collegare le informazioni ed accontentarci di ipotesi e non di risposte definitive. Guardando la storia della distillazione, inoltre, possiamo farci un’idea circa le origini degli spiriti al ginepro e vedrete che queste saranno a dir poco strabilianti!

La distillazione è un processo noto alle masse fin da prima della nascita di Cristo, ma il metodo era alquanto inefficiente. Fu solo con l’invenzione di J.I.Hayyan (721 – 815 D.C), un alchimista persiano, che produrre spiriti ad alta gradazione divenne relativamente semplice.
Continuando il viaggio alla ricerca delle origini del Gin, approdiamo a Salerno che nel 1110 D.C vantava la più grande scuola di medicina del mondo. La sua fama raggiunse infatti le orecchie di Costantino l’Africano, un erudito che la soprannominò “La città di Ippocrate”. Un complimento mica male !
I documenti della scuola di medicina fanno riferimento all’aqua ardens che identificava le bevande alcoliche ad alto numero di ottani. Quindi il liquore, quello casereccio, era forse Gin? È possibile.
Questi tipi della scuola preparavano medicinali – perché alla fine dei conti era proprio una scuola di medicina – quindi è possibile, o meglio, probabile, che quando apprendevano a distillare gli spiriti, aggiungessero delle piante dei loro distillatori. Piante che erano rinomate per le loro proprietà medicinali. Un esempio? Piante come il ginepro, la cui dote come diuretico è conosciuta da sempre e che guarda caso cresce in grande quantità nell’ area attorno a Salerno.

Per un lungo periodo poi non sentiamo più parlare tanto di spiriti al ginepro, ma è possibile che quando la peste bubbonica si abbatte sull’Europa, sia stata usata una qualche forma di gin grezzo per combatterla.
La peste ebbe origine in Cina attorno al 1330 e giunse in Europa verso il 1340, uccidendo 25 milioni di persone tra il 1347 e il 1352. La peste non faceva casino, questa terribile malattia attacca il sistema linfatico provocando così un rigonfiamento soprattutto intorno alla zona del linguine, ed è proprio questo sintomo della peste che ci fa pensare che il Gin sia stato usato come medicinale durante questo periodo.

Il ginepro, come abbiamo già notato, era un noto diuretico e durante questo periodo di profonda paura la gente usava le bacche di Ginepro in tutti i modi possibili per provare a sfuggire alla peste – ci sono ad esempio storie che raccontano di gente che bruciava legno di ginepro in casa per scacciare la malattia. Alcuni secoli dopo – dopo la grande peste di Londra del 1665 – viene riportata una ricetta come “Acqua per la peste” in un libro del 1784 , The Art of Cookery di Glasse. La ricetta prevedeva un totale di 20 radici tra cui le bacche di ginepro in abbondanza, recitando come scritto sul libro: quindi riponeteli in un alambicco a fuoco lento e prestate attenzione che il distillato non bruci.

Ci sono non poche chance, quindi, che gli europei tracannassero spiriti a base di ginepro all’epoca della peste, e questo spiegherebbe come un antenato del gin si sia fatto strada dall’Italia settentrionale fino ai paesi del nord Europa, come Paesi Bassi – dove solo un paio di secoli dopo, il genever, madre del gin moderno, avrebbe fatto la sua comparsa.

Fonte: Gary Regan – Gin Compendium

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